Come comportarsi con le fobie dei propri bambini

Le paure nei bambini sono un qualcosa di abbastanza frequente. Alcune paure sono presenti dalla nascita, altre si manifestano successivamente, magari con lo sviluppo e, talvolta, sono legate proprio alla crescita ed al percorso che si sta svolgendo. Su questo aspetto, influiscono molto i fattori esterni, che determinano il fuoriuscire delle fobie che interessano i bambini. A volte anche qualcosa di piccolo, può costituire un vero e proprio evento traumatico che, nel lungo periodo può trasformarsi in una fobia vera e propria. Il compito di un genitore, in questi casi, è quello di gestire le paure dei propri piccoli, cercando di restare loro accanto, fornendo sensazioni di sicurezza e positività.

 

Quante paure esistono?

In primo luogo bisogna stabilire che la paura è un qualcosa di naturale: non è altro che un meccanismo di difesa. La paura ci mette in guardia da situazioni, contesti o frequentazioni che potrebbero costituire un pericolo.

Nei bambini si possono riscontrare tre tipologie di paura:

  • la paura innata, presente sin dalla nascita
  • la paura legata alla crescita, che si sviluppa a seconda dell’età
  • la paura legata ad eventi traumatici o all’ambiente esterno; questa tipologia di paura si sviluppa a seguito di un trauma o per diretta conseguenza di situazioni complesse in cui il bambino vive.

La prima forma di paura è quella della perdita del contatto fisico con la mamma, nei primi mesi di vita. Poi subentra la paura dell’estraneo, verso gli 8/9 mesi; tra i 3 e i 5 anni cominciano a sorgere le paure più classiche: paura del buio, dei mostri, delle streghe ecc.  Seguono poi la paura di farsi male e la paura del distacco dal genitore in età scolastica.

 

Le paure nei bambini: il contesto disturbato

Secondo alcuni studi, la paura nei bambini è diretta conseguenza di situazioni disturbate. I bambini che manifestano comportamenti disturbati provengono, quasi sempre da contesti del genere. Pertanto è deducibile che lo stile educativo sia molto incisivo sullo sviluppo delle paure da parte del bambino. Gli studi sottolineano tre stili educativi che influenzerebbero negativamente il comportamento dei piccoli.

  1. Lo stile educativo ipercritico: si caratterizza per una serie di aspre critiche mosse al bambino, rimproveri, biasimo e derisione. Gli adulti con tale comportamento errato, tendono a sottolineare solo gli errori e mai le cose positive fatte dal bambino. La conseguenza è che nel piccolo si sviluppa paura: paura di sbagliare, paura di essere inadeguato, bassa autostima.
  2. Perfezionistico: questo stile educativo si caratterizza per una pretesa della perfezione e per aspettative molto alte nei confronti del bambino. Il genitore perfezionista pretende il massimo dal proprio bambino e non riconosce risultati diversi dal successo. Il bambino che cresce in tale contesto sviluppa la paura di non riuscire, assieme al timore di subire ampie critiche o punizioni in caso di fallimento. Paure del genere si trasformano in ansia da prestazione ed ansia sociale.
  3. Stile iper-protettivo: i genitori con tale stile educativo sono costantemente preoccupati per l’incolumità fisica del proprio figlio, in un modo però, da lasciare poco spazio al figlio stesso. Spesso, seppur involontariamente, infondo nel proprio bimbo, la convinzione che i pericoli siano dappertutto e che, solo la propria abitazione sia un luogo sicuro. Ciò si traduce nella paura di affrontare il mondo esterno, con conseguente influenza sulle relazioni sociali del bambino.

 

Il ruolo dei genitori

Molte volte, i comportamenti dei genitori influiscono sullo sviluppo delle paure nei bambini. Talvolta, raccomandazioni troppo pressanti, costituiscono un momento traumatico nel bambino. Frasi come “non toccare quelle forbici, che ti ferisci”, ad esempio, alla lunga possono instillare nel piccolo, la convinzione che, le forbici lo feriscano e basta. Tuttavia il ruolo del genitore, per quanto complesso sia, è quello di gestire le paure dei figli. Per questo motivo: è bene mettere in guardia i figli dai pericoli, ma senza intimorirli; va bene punirli per degli errori, ma non tanto da fargli temere il confronto. Infine, è bene rispettare le paure del bambino e non cercare di sminuirle o ridicolizzarle. Non sempre è utile dare una spiegazione razionale al fatto che i mostri non esistano. È bene anzi, cercare il confronto con il piccolo e spingerlo a confrontarsi in merito alle sue paure. Il fatto che si offra la possibilità di parlare di ciò che lo inquieta, porterà il bambino a sentirsi accolto, e le tensioni si allenteranno con il tempo. Le soluzioni non vanno imposte: è preferibile dimostrare vicinanza emotiva, empatia, fiducia. Questi saranno gli strumenti con i quali il piccolo affronterà con più sicurezza le proprie paure.

 

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