Cos’è il Metodo Montessori e come applicarlo

Maria Montessori è passata alla storia per aver “inventato” un metodo d’insegnamento rivoluzionario. Ancora oggi, quel metodo che porta il suo nome è fortemente indicato per le sue peculiarità e per il suo approccio pratico alla didattica ed al gioco. Dietro questi aspetti però c’è una filosofia da comprendere, per carpire pienamente la concezione che Maria Montessori ha inteso per la scuola e l’insegnamento.

 

La figura di Maria Montessori

Una donna, pedagogista, filosofa, dottoressa, femminista. Questo e molto altro fu Maria Montessori. Autrice di molteplici testi che riguardano il bambino e la sua educazione nel complesso, fu d’ispirazione, ed ancora oggi lo è, per molti pedagogisti, puericultrici, dirigenti e progettisti. La filosofia di Maria Montessori, sostanzialmente prevedeva una visione d’insieme che, partendo dall’educazione del bambino si estendeva lungo un ripensamento totale delle attività educative. Volle sensibilizzare gli adulti, portandoli a guardare con maggiore attenzione al mondo dell’infanzia. Nella visione di Maria Montessori infatti, il bambino è considerato una persona, dotata di competenze da sviluppare in maniera autonoma. Il bambino deve scoprire sé stesso e il mondo che lo circonda, attraverso un ambiente educativo che funziona e sotto la guida di un adulto paziente e preparato.

 

Metodo Montessori: dal gioco alla pratica

Viene essenzialmente definito gioco, ma in realtà è un qualcosa che ha a che fare con la responsabilizzazione del bambino. Nel concreto si tratta di piccoli compiti che vengono affidati al bambino: infilare bottoni in una scatola, impilare i cubi della “torre rosa”. Quest’ultimo esercizio, posto sottoforma di gioco, aiuta i bambini nella comprensione sensoriale delle dimensioni: la torre è composta da dieci cubi di grandezza decrescente, ed ai bambini viene chiesto di impilare i suddetti per realizzare una torre. In questi giochi, l’uso delle mani, come canale di percezione sensoriale è fondamentale: attraverso le mani avviene lo sviluppo dell’intelligenza del piccolo. Per Maria Montessori, le mani erano un vero e proprio organo psichico.

 

Le attività del Metodo Montessori

Le attività previste dal Metodo Montessori sono varie, per grado di complessità e a seconda delle necessità. Molte di queste si trovano nelle scuole che applicano il Metodo Montessori, mentre altre sono facilmente riproducibili anche a casa. A scuola queste attività sono raggruppate per aree di interesse: vita pratica, fine sensoriale, fine motorio, lettura, scrittura, educazione cosmica, arte plastica e matematica. Per la pratica, anche gli spazi sono fondamentali: occorre un contenitore che possa contenere il necessario per svolgere le attività, ma anche uno spazio sufficientemente ampio per riporle, il quale però deve essere visibile e raggiungibile dal bambino.

Alcuni esempi di attività Montessoriana sono:

  • Il travaso: fortemente indicata per i bambini da 1 a 3 anni d’età, il travaso segue le fasi di sviluppo del bambino. Inizialmente infatti, il bambino userà le mani per travasare, poi un cucchiaio ed in seguito, una spugna o il contagocce. Il primo materiale che travaserà sarà solido e di grandi dimensioni; successivamente si passerà per materiale sempre più piccolo ed infine liquido.
  • Nomenclature: insegnare i nomi delle cose e favorire lo sviluppo delle attività linguistiche. Si propone ai bambini un oggetto tridimensionale, ed il bambino dovrà riconoscerlo e abbinarlo all’immagine corrispondente. Ai bambini di 3 anni, viene fornita anche la scritta da associare all’oggetto.
  • Vita pratica: azioni che favoriscono lo sviluppo dell’autonomia, della cura di sé e dell’ambiente. I bambini dovranno imparare a lavarsi le mani, apparecchiare, lavare i vetri, curare le piante ecc.
  • Scrittura: anche se è solo una fase di avvio, è molto importante. Per questa attività si utilizza un vassoio con farina di mais e dei cartelli recanti numeri o lettere. La farina di mais servirà perché il bambino dovrà riprodurre nel vassoio, l’immagine riportata sul cartello.
  • Forme e colori: su di un tappeto, vengono disposti dei cartoncini colorati in tinta unita, con varie forme geometriche. Si sceglie una forma o un colore ed il bambino dovrà cercare, nell’ambiente circostante, degli oggetti che abbiano la stessa forma o lo stesso colore del cartoncino.

 

Arredamento Montessori

Nelle scuole montessoriane non è raro trovare il cosiddetto “mobile Montessori”: un arredamento pensato ad hoc a misura di bambino. Dai tavolini, alle sedie, agli sgabelli, ai lavelli ai gabinetti, tutto è a misura di bambino. Il tavolo per esempio, che deve avvicinar i bambini alla vita pratica, è fatto in maniera tale da agevolare l’avvicinamento del bambino. Le sedie e gli sgabelli sono di piccole dimensioni, per favorire non solo la seduta, ma anche il trasporto da parte dei bambini stessi. le scaffalature poi, sono sempre aperte ed all’altezza dei bambini, perché è lì che viene riposto il materiale, il quale deve essere visibile e raggiungibile dai piccoli.

 

Il materiale

Oltre all’arredamento, il metodo Montessori prevede degli oggetti pensati ad hoc per questo tipo di didattica. Tra questi troviamo:

  • L’alfabetiera: una scatola contenente più copie di ogni singola lettera dell’alfabeto, suddivise in scomparti. Si tratta di lettere in legno di due colori: blu per le consonanti e rosso per le vocali. Con questa alfabetiera i bambini imparano a comporre le parole.
  • Incastri di ferro: si tratta di forme geometriche piane con un pomello centrale per favorirne la maneggi abilità. Queste forme servono ad avviare il bambino verso il disegno ed il tratteggio, gestire i contorni e maneggiare la matita.
  • Perle per la matematica: ci sono perle singole che simboleggiano la singola unità, o legate da bastoncini per formare la decina, un cubo mostra la centinaia e così via.

 

Funzionamento del Metodo Montessori

Il Metodo Montessori è stato oggetto di ampie critiche, che si focalizzano su quella che viene ritenuta un’eccessiva responsabilizzazione del bambino. In realtà il metodo, richiede impegno, pazienza e costanza da parte dei docenti montessoriani; un metodo che però porta a dei risultati, in termini di comprensione del mondo reale, e di avvio precoce all’attività pratica. Lo sviluppo sensoriale, d’altronde ha delle basi scientifiche che Maria Montessori ponderò adeguatamente, ritenendo che dalla pratica e dalla responsabilizzazione fin dai primi anni, derivassero sicuri vantaggi.

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