
Una nuova sala d’attesa pediatrica a misura di bambino al Giovanni XXIII di Bari
All’Ospedale Pediatrico “Giovanni XXIII” di Bari l’attesa, per tanti bambini e famiglie, da oggi ha un volto diverso: più colorato, più accogliente, più umano. La nuova sala d’attesa del Centro Prelievi e CUP è stata completamente rinnovata e allestita grazie alla LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Associazione Metropolitana di Bari, con i fondi raccolti durante la Pigiama Run, la corsa solidale in pigiama che ogni anno anima il Parco 2 Giugno. Un progetto reso possibile anche grazie al contributo progettuale del Distretto di Bari di Teniamoci per Mano APS e al lavoro di allestimento di Everprint di Acquaviva delle Fonti.
Colori, giochi e fantasia per un’accoglienza davvero a misura di bambino
La nuova sala d’attesa pediatrica è stata pensata per trasformare un luogo spesso associato a paura e preoccupazione in uno spazio di gioco, scoperta e leggerezza. Colori vivaci, illustrazioni, elementi grafici e arredi studiati per i più piccoli aiutano a rendere il tempo dell’attesa meno pesante, offrendo ai bambini stimoli visivi positivi e un ambiente rassicurante, in cui potersi sentire accolti e non solo “pazienti”.
Ogni dettaglio nasce da una domanda semplice ma fondamentale: come può sentirsi un bambino in ospedale? Da qui la scelta di enfatizzare la dimensione del gioco, della fantasia e del sorriso, senza dimenticare la necessità di uno spazio funzionale, ordinato e sicuro per il lavoro del personale sanitario e l’accompagnamento delle famiglie.
Un progetto nato dalla Pigiama Run e dalla generosità di una città
La nuova sala d’attesa del “Giovanni XXIII” è il risultato concreto della Pigiama Run, la corsa solidale in pigiama organizzata dalla LILT che, da tre anni, coinvolge centinaia di persone nel Parco 2 Giugno a Bari. Un evento leggero e colorato, ma con un obiettivo molto serio: sostenere progetti di accoglienza e assistenza per i piccoli pazienti e le loro famiglie.
Passo dopo passo, corsa dopo corsa, la generosità dei partecipanti si è trasformata in un luogo reale: uno spazio rinnovato, dove l’attesa è accompagnata da immagini, colori e messaggi positivi. Una dimostrazione concreta di come un gesto semplice – come correre in pigiama per una causa – possa diventare un aiuto duraturo per chi affronta percorsi di cura delicati.
Una rete di istituzioni e associazioni al servizio dei bambini
All’inaugurazione della nuova sala d’attesa pediatrica hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, del mondo sanitario e del terzo settore, a testimonianza di una collaborazione concreta e continuativa.
Erano presenti, tra gli altri, il Presidente nazionale della LILT prof. Francesco Schittulli, la Vice Sindaca di Bari prof.ssa Giovanna Iacovone, il Sindaco di Bari Vito Leccese, il dirigente medico responsabile e la direzione dell’Ospedale Pediatrico “Giovanni XXIII”, insieme alla responsabile della Patologia clinica e Screening neonatale dott.ssa Simonetta Simonetti. Per la LILT Bari hanno preso parte il Direttore Generale avv. Marisa Cataldo e il Presidente nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.
Accanto a loro, il Distretto di Bari di Teniamoci per Mano APS, rappresentato dal responsabile dott. Paolo D’Ambrosio, che ha curato la progettazione dello spazio, e l’azienda Everprint di Acquaviva delle Fonti, che ha realizzato l’allestimento grafico e materiale della sala. Un ringraziamento speciale va anche a chi ha raccontato con le immagini questo momento di comunità, come il fotografo Emilio Badolati.
Il contributo di Teniamoci per Mano APS: progettare spazi che curano con il sorriso
Da anni Teniamoci per Mano APS porta la clownterapia in ospedali e strutture sanitarie di tutta Italia, offrendo ai bambini e alle famiglie momenti di leggerezza, gioco e relazione. A Bari, il Distretto dell’associazione è accreditato presso l’Ospedale Pediatrico “Giovanni XXIII” e lavora a stretto contatto con il personale sanitario.
In questo progetto, il contributo dell’associazione è andato oltre la presenza dei clown di corsia: il Distretto di Bari ha curato la progettazione della nuova sala d’attesa, immaginandola come un’estensione simbolica del lavoro che ogni giorno si fa nei reparti. Un luogo dove i bambini possano ritrovare segni di gioco, colore e fantasia, e dove anche i genitori possano sentirsi accompagnati e meno soli nell’attesa.

Perché una sala d’attesa a misura di bambino fa la differenza
Quando si parla di cura, si pensa spesso solo alle terapie e agli esami. Ma l’esperienza di un bambino in ospedale è fatta anche di emozioni, sguardi, rumori e tempi di attesa. Un ambiente freddo e anonimo può amplificare le paure, mentre uno spazio accogliente, pensato per i piccoli, può diventare un alleato prezioso nella gestione dello stress.
La nuova sala d’attesa pediatrica del “Giovanni XXIII” vuole proprio questo: alleggerire il peso dell’attesa, offrendo ai bambini opportunità di distrazione e gioco, e alle famiglie un contesto più sereno in cui accompagnare i propri figli. È un modo concreto per dire che ogni dettaglio conta, soprattutto quando riguarda i pazienti più fragili.
Continuare a costruire spazi di cura e accoglienza: come puoi aiutare
La nuova sala d’attesa del Centro Prelievi e CUP dell’Ospedale Pediatrico “Giovanni XXIII” è solo un esempio di ciò che la collaborazione tra associazioni, istituzioni e cittadini può realizzare. Progetti come questo nascono da tanti piccoli gesti: una corsa in pigiama, un’iscrizione a un evento solidale, una donazione, una condivisione.
Senza insistenza, ma con gratitudine, vogliamo ricordare che ogni contributo può aiutare a rendere più umano il tempo della cura per bambini e famiglie, a Bari e in tutta Italia. Se desideri sostenere i progetti di clownterapia e di umanizzazione degli spazi portati avanti da Teniamoci per Mano APS, puoi farlo in modo semplice visitando: https://teniamocipermanoonlus.net/donaora/ .
Ogni donazione, grande o piccola, è un tassello in più per costruire luoghi che non curano solo il corpo, ma si prendono cura anche dei sorrisi, dei pensieri e delle paure di chi li attraversa. E in una sala d’attesa a misura di bambino, questo si vede subito.