Come stimolare la curiosità dei bambini

È possibile stimolare la curiosità nei bambini? Una domanda che si pongono in tanti, operatori e genitori in primis. In realtà, lo sviluppo della curiosità nei piccoli è un qualcosa di innato, che viene prima di tutto. Sostanzialmente i bambini sono curiosi per natura, e sin dai primi momenti della propria vita, tendono a scoprire, scrutare ed osservare il mondo che li circonda. Successivamente, la curiosità si esplicita mediante il dialogo, con le famose mille domande che i bambini pongono agli adulti su qualsiasi cosa. Quindi, se i bambini nascono già curiosi, cosa può fare un genitore? Semplicemente mantenere viva la fiamma della curiosità, con disponibilità ed apertura.

 

 

Stimolare la curiosità dei bambini

 

Per un corretto sviluppo cognitivo dei bambini, anche la curiosità gioca un ruolo determinante. Bisogna alimentarla e mostrarsi pronti a rispondere alle tante domande. Inoltre, la cosa migliore da fare è creare nuovi spunti, nuovi stimoli che suscitino curiosità nel bambino. Un nuovo spunto, tra i migliori in assoluto, è quello del viaggio: portare i bambini in posti nuovi. Qualunque posto va bene: una visita ad un museo, una gita all’aperto o un pic-nic, purché si tratti di un posto nuovo. La novità del luogo spingerà il bambino a cercare nuove risposte e quindi, a fare nuove domande. Qui la cosa importante è favorire la comprensione del nuovo posto, spiegandone i dettagli o raccontando piccole storie sul posto in questione.

 

 

Stuzzicare la curiosità dei bambini: libri, fumetti e musica

 

La lettura può giocare un ruolo determinante per alimentare la fiamma della curiosità del bambino. Le storie, i racconti, le favole, possono essere il giusto spunto per creare nel bambino, quella curiosità che lo porta a voler conoscere il finale delle storie che legge. Leggere apre la mente, si sa. Una lettura accattivante farà aprire nuovi orizzonti al bambino, con nuovi interrogativi e nuove domande. Lo stesso discorso vale per gli albi a fumetti, i quali catturano maggiormente l’attenzione dei bambini, grazie alla presenza delle immagini. Qui si sviluppano alcuni tratti determinanti come lo spirito d’osservazione, che misto alla curiosità, porta il piccolo verso nuove scoperte. Un elemento che forse, non tutti conoscono è quello musicale: la musica come stimolo della curiosità dei bambini. Il ritmo, il movimento, il ballo, i suoni, stimolano a livello cerebrale, delle regioni diverse, rispetto a quelle stimolate dalla lettura. Il movimento a ritmo di musica, determina la scoperta e la gestione degli spazi.

 

 

Una regola d’oro: rispondere alle domande dei bambini

 

Un dettaglio da non sottovalutare, e una regola da tenere sempre da conto: rispondere sempre alle domande che fanno i bambini. Un bambino particolarmente curioso tenderà a porvi mille domande, specie se gli stimoli che lo incuriosiscono sono tanti. Questo processo tuttavia, è parte della crescita stessa, e non deve essere arginato. Per questo motivo bisogna rispondere sempre alle domande che il bambino pone; in quel momento sta imparando delle cose, sta apprendendo, e se ci tiene a fare delle domande è perché cerca delle risposte che solo il genitore può dargli. Bisogna quindi, cercare di essere disponibili e pazienti e rispondere con tutti i dettagli del caso.

 

 

Stimoli e benefici della curiosità

 

Ci sono bambini molto curiosi ed altri meno curiosi. Su questo aspetto, molto influiscono gli stimoli esterni, ma anche l’impronta stessa che lasciano i genitori. Il compito dei papà e delle mamme è quello di contribuire alla voglia di conoscenza dei loro pargoli. L’atteggiamento dei genitori determina molto lo sviluppo della disponibilità all’apprendimento dei figli, ed è su questo che si deve lavorare per migliorare l’approccio. Innanzitutto bisogna considerare che i bambini si dimostrano disponibili all’apprendimento, quando si trovano in uno stato di benessere emotivo, perché tutto comincia dall’emozione. Poi è chiaro che i bambini non sono tutti curiosi allo stesso modo, e non tutti reagiscono ugualmente agli stessi stimoli. Alcuni necessitano di un’iniziativa importante da parte dei genitori, altri invece, si dimostrano subito più autonomi.

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