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Raccolta fondi per associazione: cos’è e come funziona

Raccolta fondi per associazione: cos’è e come funziona

La raccolta fondi costituisce uno degli aspetti più delicati e strategici per ogni tipo di associazione siano esse onlus, realtà culturali o organizzazioni di volontariato poiché consente di reperire le risorse necessarie a sostenere le attività e a realizzare progetti ambiziosi. Non si tratta soltanto di una semplice domanda di donazioni, bensì di un processo articolato, che impiega diversi strumenti e richiede un approccio calibrato, volto a coinvolgere, persuadere e fidelizzare chi sceglie di contribuire. Spesso, il successo o il fallimento di una campagna dipendono proprio dall’efficacia con cui viene orchestrata questa strategia, la quale esige una comprensione approfondita dei meccanismi sottostanti.

Il funzionamento si basa anzitutto su una chiara definizione degli obiettivi economici, accompagnata da una pianificazione accurata dei metodi per raggiungerli e da una comunicazione capace di emozionare e motivare. Le associazioni devono stabilire con precisione la cifra da raccogliere e, soprattutto, indicare chiaramente a quale scopo sarà destinata: in questo modo ogni donazione diventa un gesto tangibile che contribuisce concretamente al cambiamento desiderato. Impostare mete realistiche, ma anche stimolanti, facilita il dialogo con i potenziali sostenitori, offrendo loro la sicurezza che il proprio impegno produrrà un impatto reale, visibile e misurabile.

Unisciti a noi come partner aziendale e dona un impatto concreto. Sostieni i progetti di clownterapia nelle strutture ospedaliere e sul territorio: trasforma la tua responsabilità sociale in sorrisi e benessere per chi sta attraversando momenti difficili. Scopri come attivare una donazione aziendale per Teniamoci per Mano aps

Non basta però definire gli obiettivi; è altrettanto cruciale scegliere gli strumenti più adeguati alla realtà dell’associazione. Le piattaforme di crowdfunding, ad esempio, si sono affermate come risorse preziose, perché consentono di raggiungere una vasta platea con spese contenute, offrendo strumenti semplici per monitorare i risultati in tempo reale. Al contempo, non vanno sottovalutati i metodi più tradizionali serate di beneficenza, campagne postali o incontri di sensibilizzazione che, lungi dall’essere superati, possono dimostrarsi molto efficaci se inseriti in un disegno strategico più ampio e bene orchestrato.

Il vero segreto risiede nella capacità di generare un coinvolgimento emotivo autentico nei donatori. Le persone donano più volentieri quando si sentono legate in modo sincero alla causa. Narrare storie vere, che mettano in luce il valore concreto delle attività promosse, è il modo migliore per trasformare spettatori passivi in sostenitori entusiasti. Per consolidare questo legame, è fondamentale fornire aggiornamenti costanti sull’impiego delle risorse e sui risultati conseguiti, mantenendo vivo l’interesse e la fiducia di chi ha deciso di accompagnare l’associazione nel suo percorso.

Ogni sorriso in più può essere merito tuo. Con una donazione liberale a Teniamoci per Mano aps, puoi dare gioia, ascolto e presenza a chi più ne ha bisogno. Anche un piccolo gesto può fare la differenza. Fai la tua donazione ora e sostiene la clownterapia

E non va dimenticato che terminare la raccolta fondi al momento del raggiungimento dell’obiettivo equivale a lasciarsi sfuggire gran parte del potenziale. Occorre infatti procedere a un’analisi approfondita del cammino compiuto, cogliendo cosa ha funzionato e cosa invece si potrebbe affinare attraverso un’attenta valutazione dei risultati. Solo in questo modo sarà possibile perfezionare le strategie, elevando il livello di efficacia di ogni iniziativa futura. La raccolta fondi è, in sostanza, un’attività che non conosce pause né automatismi: richiede creatività, adattabilità e un dialogo vivo sia all’interno dell’organizzazione sia con il pubblico, per crescere costantemente e perseverare nel portare avanti missioni e progetti ad alto impatto sociale.

All’atto pratico, organizzare una raccolta fondi valida significa metterci passione, adottare tecniche mirate e servirsi degli strumenti più appropriati. Solo così un’idea può tradursi in realtà in grado di offrire un contributo reale per la comunità, alimentando principi quali solidarietà e partecipazione.

Strumenti e strategie per una raccolta fondi efficace

Per avviare una raccolta fondi che produca risultati concreti bisogna procedere con metodo, ponendo come base la pianificazione e la scelta calibrata degli strumenti da impiegare. È indispensabile partire da una chiara definizione degli obiettivi: fissare una somma precisa da raggiungere e rendere esplicito l’uso destinato alle risorse incentiva la fiducia dei donatori, che percepiscono così il proprio apporto come finalizzato e non disperso. La comunicazione deve saper coinvolgere e far emergere chiaramente la natura e le finalità dell’associazione, raccontando storie che sappiano emozionare e creare un rapporto empatico con il pubblico.

Le piattaforme di crowdfunding rappresentano una risorsa preziosa per estendere la portata della campagna. Strumenti come GoFundMe, Produzioni dal Basso o Kickstarter permettono di coinvolgere un vasto numero di persone e forniscono sistemi intuitivi per il monitoraggio in tempo reale delle donazioni. Scegliere la piattaforma in sintonia con i valori dell’associazione e funzionale alle sue esigenze costituisce il primo passo verso una comunicazione efficace.

Parimenti rilevante è la strategia di comunicazione social, vero canale diretto per instaurare un dialogo continuo e costruire una comunità intorno alla causa. Contenuti visivi d’impatto — video, infografiche e immagini significative amplificano la carica emotiva, favorendo la condivisione e la partecipazione. Collaborazioni con altre realtà, enti o imprese del territorio, rappresentano un’estensione naturale e incisiva del messaggio, aumentando visibilità e potenzialità di raccolta.

Offrire piccoli incentivi, come riconoscimenti simbolici o appuntamenti esclusivi dedicati ai donatori più attivi, aiuta a stimolare la partecipazione anche di chi inizialmente sarebbe meno motivato. Fondamentale però è il monitoraggio costante della campagna: analizzare i dati, individuare quali messaggi o strumenti funzionano meglio e intervenire tempestivamente permette di ottimizzare risorse e risultati, assicurando il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Con la giusta combinazione di passione, strategia e strumenti innovativi, anche un’associazione piccola può raccogliere cifre significative, favorendo la realizzazione di progetti capaci di cambiare vite e rafforzare la comunità.

Coinvolgere i donatori: consigli pratici

Fra gli elementi chiave per un’efficace raccolta fondi emerge la capacità di coinvolgere emotivamente le persone. Parlare con sincerità, spiegare chiaramente il senso del progetto e il bisogno di sostegno è ciò che fa davvero la differenza. Per muovere il cuore dei sostenitori è essenziale raccontare storie autentiche che mostrino con evidenza i risultati ottenuti e la rilevanza del contributo ricevuto.

Immagini e video curati, genuini ed emozionanti, diventano strumenti preziosi per comunicare la missione e testimoniare i progressi raggiunti grazie alle donazioni. Trasparenza assoluta sull’impiego dei fondi accresce la fiducia, rafforzando la convinzione che ogni euro venga speso con cura e responsabilità.

Personalizzare le comunicazioni nelle email, negli sms o nei ringraziamenti crea un legame unico e invita il donatore a sentirsi parte integrante di un progetto comune. Richiamare il nome di chi sostiene l’associazione e riferirsi nel dettaglio al contributo, anche il più piccolo, aiuta a consolidare un rapporto fondato sulla gratitudine e sull’affidabilità.

Per rendere l’esperienza ancora più coinvolgente, si possono introdurre elementi di gamification: premi simbolici, riconoscimenti pubblici sui social, badge digitali o eventi esclusivi dedicati ai sostenitori più impegnati. Questi piccoli stimoli, uniti a costanti aggiornamenti, alimentano il senso di comunità e spingono a continuare il proprio supporto nel tempo.

Organizzare incontri, sia virtuali sia in presenza, contribuisce a rafforzare il legame e a dimostrare riconoscenza per ogni contributo. Curare con costanza e attenzione ogni relazione è il fondamento per costruire una rete di supporto solida e duratura, capace di trasformare l’impegno individuale in un’azione collettiva.

Valutare e migliorare la campagna di raccolta fondi

Per assicurare il pieno successo di una campagna di raccolta fondi, serve un’attenta analisi dell’andamento e una valutazione continua dei risultati conseguiti. Non basta pianificare e avviare l’iniziativa, ma è necessario dedicare tempo a riflettere su cosa è andato bene e su quali aspetti potrebbe essere opportuno intervenire in futuro. La capacità di adattarsi, correggendo il tiro quando serve, segna la differenza tra un risultato passeggiero e una strategia duratura e efficace.

Al termine di ogni fase conviene raccogliere feedback e dati relativi al coinvolgimento, all’entità delle donazioni e all’efficacia della comunicazione. Solo così sarà possibile individuare le aree da perfezionare e le tattiche che più hanno prodotto risultati. La misurazione continua permette di ottimizzare ogni passaggio, evitare sprechi e rafforzare gli elementi più efficaci.

Un’ottima pratica consiste anche nell’ascoltare direttamente i donatori: conoscere il loro punto di vista, accogliere consigli e integrarli nel processo di miglioramento dà nuovo impulso e rafforza lo spirito di comunità. La crescita di un progetto di raccolta fondi sostenibile passa per un ciclo continuo di valutazione, creatività, ascolto e fresco slancio innovativo, affinché ogni nuova iniziativa risulti più coerente, incisiva e apprezzata da chi desidera davvero fare la differenza.

Giostrina Musicale Inclusiva a Castelforte Un Amore di Gioco

Giostrina musicale inclusiva a Castelforte – Un Amore di Gioco

Nel cuore di Castelforte, un piccolo comune ricco di storia e comunità, è nata una melodia che abbatte ogni barriera: la giostrina musicale inclusiva firmata Teniamoci per Mano APS. Parte del progetto nazionale Un Amore di Gioco – Le Giostre del Sorriso, questo nuovo spazio rappresenta molto più di un’installazione ludica. È un simbolo concreto di uguaglianza, accessibilità e speranza.

Inclusione in musica: un sogno che gira e suona

Grazie al supporto del Distretto di Frosinone e di una rete di realtà locali tra cui la Pro Loco Castelforte, l’Agesci Castelforte 1, ACR Castelforte, la struttura APS L’Aquilone e la Cooperativa La Fonte, è stata donata e installata una giostrina capace di coinvolgere tutti i bambini, con e senza disabilità, attraverso la magia del gioco e della musica.

Ogni giro non è solo un momento di svago, ma un’opportunità per i bambini di sentirsi parte di una comunità che li accoglie senza distinzioni. La musica, linguaggio universale, è diventata colonna sonora di sorrisi condivisi e nuove amicizie.

Il valore della rete: istituzioni, volontari e sogni condivisi

L’iniziativa è stata resa possibile anche grazie all’impegno del Sindaco Angelo Felice Pompeo, di Don Fabio Gallozzi, di Lorenzo Pelloni e di tutti i volontari che, dalla prima idea fino all’inaugurazione, hanno creduto nel potere trasformativo dell’inclusione. Un ringraziamento speciale va anche al nostro “Gandalf”, Leonardo Cardillo, che ha reso magico ogni momento della giornata inaugurale.

Come ricordato da Eduardo Quinto, Direttore Nazionale di Teniamoci per Mano APS, “il diritto al gioco è un diritto universale, e ogni bambino deve poter vivere esperienze di gioia, musica e socialità senza ostacoli.”

Dona ora e fai girare la giostra anche nella tua città

La giostrina di Castelforte è solo l’inizio. Grazie al progetto Un Amore di Gioco, vogliamo portare altre giostre inclusive in tantissime città italiane. Ma per farlo, abbiamo bisogno di te.

Fai una donazione ora e aiuta a costruire un’Italia dove il gioco sia davvero per tutti.

Vacanze in corsia a Bari

Vacanze in corsia: i clown di “Teniamoci per mano APS” portano il mare ai bambini in ospedale

L’estate è per molti bambini un periodo di attesa e spensieratezza: la sensazione della sabbia tra le dita, il suono delle onde che si infrangono e i giochi all’aria aperta. Tuttavia, non tutti hanno la fortuna di vivere queste esperienze. Per tanti piccoli pazienti, le giornate scorrono tra flebo, terapie e stanze d’ospedale. È in questo contesto che entrano in scena i clown di Teniamoci per mano APS, pronti a trasformare l’ambiente ospedaliero in una vera e propria vacanza, all’insegna di risate e fantasia.

Aiutaci a portare il mare in corsia.

Con la tua donazione possiamo trasformare flebo in secchielli e corsie in spiagge di sorrisi.
Dona ora

Vacanze in Corsia a Bari 2025

Armati di secchielli colorati, palette, occhiali da sole e salvagenti, questi clown portano il mare direttamente in corsia, dando vita a un’atmosfera che evoca un rinomato stabilimento balneare. Qui, ogni bambino ha l’opportunità di respirare un po’ di libertà e di allontanare, almeno per qualche ora, le difficoltà legate alla malattia. “Non possiamo modificare la realtà della malattia, ma possiamo dare un contributo fondamentale per rendere l’esperienza più leggera per chi la vive,” afferma con entusiasmo Rodolfo Matto, Presidente Nazionale dell’associazione. “Se il destino ha negato a questi bambini la possibilità di andare in spiaggia, allora siamo noi a portare il mare direttamente a loro. Perché un sorriso rappresenta un rimedio universale.”

Dal 2010, oltre 1500 volontari di Teniamoci per mano APS operano in più di 170 strutture, diffondendo il messaggio della clownterapia in pediatria, oncologia, case di riposo, famiglie accoglienti e strutture per persone con disabilità. Durante l’estate, il progetto “Vacanza in corsia” diventa simbolo di una promessa: regalare momenti di felicità a chi ne ha più bisogno.

Come possono i nostri clown stimolare la curiosità dei bambini

Tutti i bambini sono curiosi, ma stimolare l’attenzione di bimbi in difficoltà deve trasformarsi in arte. L’arte di coinvolgerli in attività che riescano ad allontanarli con la mente dalla realtà difficile che stanno vivendo. Diventa allora prezioso il ruolo della clown terapia per i piccoli ospedalizzati, costretti a letto a casa e in tutti le situazioni in cui vivono stati di disagio. Molto importante è anche il ruolo dei genitori. Il compito dei papà e delle mamme è quello di contribuire alla voglia di conoscenza dei figli, aiutando come possono i clown impegnati a strappare sorrisi e attenzione.

Cosa fare? 

Bisogna considerare che i bambini si dimostrano disponibili all’apprendimento, quando si trovano in uno stato di benessere emotivo, perché tutto comincia dall’emozione. Poi è chiaro che i bambini non sono tutti curiosi allo stesso modo e non tutti reagiscono ugualmente agli stessi stimoli. Alcuni necessitano di un’iniziativa importante da parte dei genitori, altri invece, si dimostrano subito più autonomi.

La clownterapia

La clownterapia in ospedale punta a sfruttare la naturale curiosità dei bambini. Un clown in ospedale non è solo un intrattenitore, ma anche una figura che sa come canalizzare e rispondere alla curiosità del bambino, offrendo risposte e nuovi spunti di riflessione.

Parlando di libri, fumetti e musica come stimoli per la curiosità, potresti integrare

La clownterapia, al pari di libri, fumetti e musica diventa un strumento che utilizza il gioco, la musica, le storie e persino la magia per suscitare l’interesse dei bambini.

Ogni visita di un clown è una fonte di nuove domande. “Perché il naso del clown è rosso?”, “Come fa quel trucco?”, “Da dove viene quella musica?”. Queste domande, che emergono dalla presenza del clown, possono stimolare ulteriormente la curiosità del bambino.

Come stimolare la curiosità dei bambini

È possibile stimolare la curiosità nei bambini? Una domanda che si pongono operatori e genitori. In realtà, lo sviluppo della curiosità nei piccoli è un qualcosa di innato, che viene prima di tutto. Sostanzialmente i bambini sono curiosi per natura, e sin dai primi momenti della propria vita, tendono a scoprire, scrutare ed osservare il mondo che li circonda. Successivamente, la curiosità si esplicita mediante il dialogo, con le famose mille domande che i bambini pongono agli adulti su qualsiasi cosa. Quindi, se i bambini nascono già curiosi, cosa può fare un genitore? Semplicemente mantenere viva la fiamma della curiosità, con disponibilità ed apertura.

Il ruolo del Volontariato

Entra a far parte della famiglia di Teniamoci per mano. In tanti scelgono di diventare clown ospedalieri sia per il desiderio di intrattenere che per stimolare e rispondere alla naturale curiosità dei bambini, in un ambiente difficile nel quale si sentono intimoriti, limitati, persino sopraffatti. sopraffatti. Aiutaci a riportare il sorriso sui volti dei bambini in difficoltà.

Teniamoci per mano Onlus associazione di clownterapia

Corso di Clownterapia a Roma

Il 21 e 22 ottobre ricominciano a Roma i corsi di formazione della “Teniamoci per mano ONLUS”.
I nostri corsi di clownterapia sono rivolti proprio a tutti: volontari, operatori sociali, infermieri, medici, casalinghe.

Gli unici requisiti richiesti sono la voglia di aiutare coloro che ne hanno bisogno e il massimo impegno per riuscire a donar loro un sorriso.
Questa è la missione che portiamo avanti ogni giorno: riuscire a portare la nostra allegria per alleggerire un po’ la vita di chi è costretto a convivere con realtà nient’affatto semplici.
Questo è ciò che fanno i nostri volontari e questo è ciò a cui puoi contribuire attivamente anche tu.

Entra a far parte del nostro esercito di volontari e impara l’arte del clown di corsia, grazie ai nostri corsi di clownterapia.

Il corso ha un costo di 160€ ed è comprensivo di:

  • Quota associativa per l’iscrizione al registro soci;
  • Naso rosso da clown;
  • T-shirt dell’Associazione;
  • Assicurazione ospedale;
  • Camice personalizzato dipinto a mano.

Queste sono le coordinate per il pagamento:

  • c/c postale n. 6953031;
  • IBAN IT57H0760103400000006953031.

Intestato a: “Teniamoci per Mano Onlus”.
Causale: “CORSO BASE CLOWN Roma 11 e 12 marzo“.

Affinché il corso vada a buon fine, è necessario svolgere almeno 100 ore di tirocinio in ospedale, affiancati dai nostri Clown.

Giornata di Clownterapia Ospedale Pertini
Giornata di Clownterapia Ospedale Pertini
I nostri clown mattarelli al Pertini
I nostri clown mattarelli al Pertini
L'Ospedale Sandro Pertini si colora di allegria con i nostri dottori dal naso rosso
L’Ospedale Sandro Pertini si colora di allegria con i nostri dottori dal naso rosso

Al termine del corso e del tirocinio sarà rilasciato l’attestato di frequenza.
Inoltre, sono richiesti almeno 2 giorni di volontariato al mese, solo presso gli ospedali indicati dalla nostra associazione.
La location del corso è ancora da stabilire, ma è possibile visionarne il programma.

Non aspettare: diventa un clown della Teniamoci per mano ONLUS!

Per maggiori informazioni sui corsi riempite il modulo sottostante e nell’oggetto inserite la vostra città di appartenenza.

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arcobaleni

Gli arcobaleni del clown

Vi siete mai chiesti dove va a finire l’arcobaleno?

Io sì, ogni volta! Ogni volta che con il naso all’insù lo guardo: quel ponte, che è una cosa delle cose più magiche che ci siano; immagino una grande mano che pennella il cielo quando è stufa di vederlo grigio, poi immagino che con un pennello zuppo di colore salga salga su, fino a… forse ad un punto che non è accessibile al nostro sguardo, o si tuffa nelle nuvole, o magari il colore finisce, lasciando incompleto quel ponte fatto della sostanza del vento, del colore della fantasia!

Lo guardo e immagino che sapore abbia…

Sono certa che come me avrete immaginato di scivolare lungo i suoi colori, restandone impiastricciati, e scivolando a pancia in giù, di tuffarvi con la bocca aperta come in un piattone di panna colorata! Avrà sapore di buono, mi chiedo, o porta con sé l’amaro della pioggia? Poi lo guardo ancora e ogni volta controllo che i colori stiano al loro posto, aspettandomi tutte le volte che quella mano gigante ci sorprenda e mischi i colori o li lasci gocciolare giù, su di noi!

Ve la immaginate una pioggia battente di colori? Anche i più distratti se ne accorgerebbero, anche chi non alza lo sguardo all’arcobaleno, chi non lo vede neppure riflesso nelle pozzanghere, chi procede con gli occhi bassi sulla punta delle scarpe, non potrebbe non accorgersi di secchiate di colore venire giù dal cielo: l’arcobaleno si scioglie, e goccioloni di rosso, giallo, verde… diventano fiumi per le strade, e ci si guarda l’un l’altro non riuscendo a trattenere la risata, nessuno apre l’ombrello, ognuno si lascia travolgere da questa pioggia di colore, e chi lo apre lo fa per sedercisi su e scivolare lungo le discese diventate torrenti variopinti!

Chi cammina con le braccia sollevate e i palmi delle mani aperte rivolti verso il cielo a voler prendere tutto il colore che si può, chi corre per lasciarsi prendere da goccioloni di vari colori, chi gira vorticosamente su sé stesso per ritrovarsi dipinte addosso spirali arcobaleno, chi saltella per diventare tutto a pois, e poi, come non riempirsi le mani di colore e schizzare qua e là, nessuno “se la prende”, nessuno “mette il muso”, a nessuno importa di sporcarsi, perché ci si sta colorando d’arcobaleno! Accadrà prima o poi? E chi lo sa! Io ci spero ogni volta che piove!

Ma nel chiedermi dove vada a finire l’arcobaleno, nel provare certe volte a camminare per provare a seguirlo, a mettermi sulle punte dei piedi per scoprire dove termina la sua corsa, nell’immaginare che dall’altra parte ci sia qualcuno che col naso all’insù, esattamente come me, si stia chiedendo la stessa cosa, ho pensato che forse non sapremo mai dove va a finire l’arcobaleno, ma che la vera scoperta è da dove parte, da dove nasce l’arcobaleno!

Perché in certe giornate di pioggia la differenza la fa scegliere di camminare guardando la punta dei piedi o col naso all’insù, perché se anche l’arcobaleno dipinge il cielo, in certe giornate di pioggia i nostri occhi sono incapaci di vederlo, perché nelle giornate di pioggia, quando il freddo lo senti dentro, quando le lacrime si confondono con la pioggia, quando non c’è ombrello che ti possa impedire di bagnarti, quando il vento ti prende a schiaffi e tu procedi senza la forza di proteggerti, quando è lo sguardo ad essere velato di grigio…

In quelle giornate comprendi che conta da dove nasce l’arcobaleno, l’arcobaleno nasce dal nostro sguardo capace di colorare il grigio che ci soffoca, perché l’arcobaleno è quel respiro di speranza che la pioggia stia per finire, è il sorriso rovesciato che cerchiamo nonostante tutto!

L’arcobaleno lo vedi quando ce l’hai dentro, l’arcobaleno è nei più devastanti temporali! Io ho imparato a vederlo, ho imparato a cercarlo col naso all’insù, ho imparato a catturarlo, ho imparato a dipingerlo…

Anche quando non c’è, e l’ho imparato col naso rosso, il naso rosso è il prisma attraverso cui guardare la pioggia, il naso rosso è il motore al sorriso, lo slancio a colorare il cielo, a colorare le pozzanghere in cui certe volte inciampo! Il naso rosso è lo sguardo color arcobaleno, lui mi ha dato la chiave per leggere il mondo e decodificare il dolore, per rileggere la disperazione, per scrivere la speranza, per dipingere la meraviglia della vita…

Per riderci su e, quando proprio non si può, per vederci dentro un sorriso che …tornerà!

Di Clown Frangetta

sguardo del clown

Te lo dico a modo mio… con lo sguardo del clown

La prima finestra in cui ti affacci la mattina è lo specchio, la finestra che ti apre all’orizzonte più sconfinato di qualunque altro panorama esistente, sconfinato si, indefinito e indefinibile! Sorprende “aprire” quella finestra, in cui ci aspettiamo di trovare sempre la stessa immagine, e ritrovarsi, invece, catapultati in un orizzonte talvolta sconosciuto a noi stessi!

Nello specchio ci aspettiamo di vedere il nostro riflesso, il profilo che ci illudiamo di saper delineare anche ad occhi chiusi, in realtà nello specchio a ben guardare c’è un oltre, c’è ciò che appare e molto di più!

Lo specchio non mente, lo fa il nostro sguardo nel fermarsi a quel fermo immagine che per un fugace attimo lo specchio intrappola, ma lo sguardo coraggioso coglie in quel riflesso il prisma che proietta le sue facce in quella finestra, ponendo noi stessi faccia a faccia con la nostra essenza!

Specchio specchio delle mie brame, diceva qualcuno, specchio specchio dei miei desideri, pensieri, paure, fragilità e forze, contraddizioni e certezze! Specchio specchio delle mie scelte, specchio specchio di ciò che sono, e se anche non ho approdato al porto di ciò che sono, so chi ho trovato nella ricerca di ciò che sono, e in quello specchio vedo me sì, vedo il mio viso cornice di una piccola sfera rossa, sì perché proprio al centro di quella finestra specchiante che si apre al mattino davanti a me la prima cosa che sbuca fuori è il mio naso rosso…

Anche se non lo indosso, perché nel mio riflesso più autentico lui è là, non è sul mio naso, è il mio naso!

E se nello specchio del mattino, di un mattino come tanti, nello specchio si specchia la mamma, la maestra, l’indaffarata, l’affannata, vestita e mascherata per le più svariate faccende, nel mio riflesso, nell’oltre che con coraggio il mio sguardo ha imparato a cogliere, nel riflesso delle scelte, della vera bellezza, dell’essenza: c’è lui il naso rosso…ci sono io… io clown!

Nel riflesso il naso rosso irradia la sua luce al mio sorriso e mi dà la chiave per sostenere nell’essere il prisma che sono, che ciascuno di noi è! Essere clown è aver aperto quella finestra, la finestra dentro, essere clown è vedere il naso rosso in ogni riflesso di sé, essere clown è conoscersi e riconoscersi nella parte più sorridente di sé!

Lo sguardo del clown è stato scritto da Clown Frangetta

medicina divertimento

La medicina non è divertente, ma c’è molta medicina nel divertimento

“La medicina non è divertente ma c’è molta medicina nel divertimento”.

È questo il motto dell’associazione “Teniamoci per Mano Onlus”, che oggi conta 600 clown volontari e che dal 2010 è impegnata attraverso la clownterapia a regalare gioia e sorrisi in circa 40 tra ospedali, case di riposo, strutture per bambini e per persone diversamente abili sparse su tutto il territorio nazionale.

Nata a Napoli da un’idea del fondatore Eduardo Quinto, Teniamoci per Mano ONLUS da piccola associazione di provincia è cresciuta rapidamente fino a diventare una realtà di rilievo nazionale ed è reduce dal successo della “Maratona del Sorriso” con quasi 50mila euro raccolti in tutta Italia per acquistare apparecchiature sanitarie destinate agli ospedali.

Indossare camice e naso rosso ed entrare nel fantastico e sorprendente mondo della clownterapia con Teniamoci per Mano ONLUS è semplice: basta frequentare il corso base tenuto da un formatore professionista, della durata di un fine settimana, in una delle città nelle quali l’associazione è presente. Sarà possibile così iniziare il proprio tirocinio della durata di 100 ore nelle strutture convenzionate, con il supporto costante di un clown tutor esperto. Teniamoci per Mano ONLUS tiene in grande considerazione l’aspetto formativo dei propri clown e prevede durante l’anno appuntamenti specifici nei quali i volontari hanno la possibilità di migliorare la propria tecnica per approcciarsi nel modo migliore alle varie tipologie di persone che potranno incontrare nel corso delle attività.

La ONLUS non gode di contributi pubblici e si sostiene unicamente attraverso donazioni private ed è per questo che ha appena lanciato la campagna basata sui “panettoni del sorriso” griffati Tre Marie che è possibile prenotare al numero 081-18759100 oppure inviando una mail all’indirizzo teniamocipemanoonlus@live.it.

Un pensiero dolce che può aiutare a regalare un sorriso a chi ne ha bisogno perché, come diceva Charlie Chaplin, “un giorno senza sorriso è un giorno perso”.


autore: EMIDIO PICCIONE

La clownterapia fa bene anche a chi la fa

La clown terapia è quel tipo di attività svolto da volontari intenti a portare il sorriso ai pazienti malati, quasi sempre bambini o anziani. Un compito svolto quasi sempre da volontari, i quali si assumono l’impegno di far sorridere e giocare i piccoli e sorridere gli anziani, facendo passare loro qualche ora spensierata. Ridere fa bene e gli effetti positivi della risata e del buonumore, nella terapia contro le varie patologie, possono essere molto utili, specie in funzione della completa guarigione. Che la clownterapia faccia bene ai pazienti è risaputo, ma risulta che gli effetti positivi si riscontrino anche in chi si occupa di somministrarla ai pazienti. In altre parole anche gli operatori e i volontari usufruiscono di vari effetti benefici derivanti da questa terapia.

 

Quelli della clownterapia: i clownterapeuti

Si presentano negli ospedali, nei centri di cura e nelle cliniche vestiti come dei medici, solo che il camice è spesso colorato. Non indossano maschere, ma quasi sempre basta un naso rosso a portare l’ammalato a distrarsi, seppur per pochi momenti. La clownterapia è una vera e propria disciplina, introdotta dal dottor Patch Adams, che approfondisce le dinamiche che portano al sorriso e le modalità di somministrazione. Indispensabili per chi voglia fare quest’attività, vi è il contatto, la voglia di fare del bene e di mettersi a disposizione per l’altro. A differenza dei clown classici che si vedono in giro, i clownterapeuti non dispongono di palline da gioco e trapezi vari, ma solo di modi creativi di creare intrattenimento per i piccoli degenti. Così facendo si crea un clima di serenità che abbatte le barriere tra il volontario ed il paziente.

 

A cosa serve e come si pratica la clownterapia

La clownterapia serve a portare allegria nelle stanze di degenza o nelle case di riposo. Gli effetti benefici di questa terapia consistono nel fatto che il paziente distolga la mente dalle criticità derivanti dalla malattia che lo affligge.  Per applicare la clownterapia occorre molta creatività, essendo un’attività basata sulla semplice improvvisazione: tutti gli oggetti presenti nella stanza possono diventare oggetto del gioco e fulcro dell’intrattenimento. Tuttavia, a volte basta anche meno; ci sono pazienti a cui basta tenere solo la mano per infondere in loro fiducia e conforto. In sostanza però, il ruolo del clown è preciso: portare il paziente lontano dalla malattia, seppur solo con la mente. Per quanto riguarda l’attività, si mettono in scena piccole gag, storie divertenti o giochi, ma sempre improvvisati. Per fare ciò, i volontari partecipano ad incontri di formazione in cui provano le scene e si scambiano informazioni.

 

Il ruolo positivo del clownterapeuta

Essere un clownterapeuta non è facile. Spesso si ha a che fare con pazienti gravemente malati, in cliniche specializzate od in luoghi in cui sono ospitati malati terminali. Talvolta risulta complesso strappare loro un sorriso ma anche il semplice ingresso in sala. In casi del genere, la risata non è sempre così scontata, ma è proprio quando il lavoro del volontario va a buon fine, che arriva la gratificazione. Il  ruolo della clownterapia è determinante nello scatenare quelle capacità di reazione alla malattia, scatenando perché no, anche la voglia di reagire. Spensieratezza, calore umano, vicinanza; questi sono gli effetti immediati che questa terapia suscita nei pazienti, seppur per pochi minuti a seduta. Tuttavia è stato riscontrato che la clownterapia è positiva anche per chi la pratica. Sono gli stessi volontari talvolta, che ne confermano i benefici sul piano emotivo. In generale i clownterapeuti vanno in ospedale per portare un sorriso e tranquillizzare i pazienti. In queste situazioni assistono spesso a momenti commoventi, partecipandovi direttamente, ed imparano tante cose, tra cui un approccio più diretto e positivo nei confronti della vita.

I benefici della risata per gli anziani

Ridere fa bene ed è un fatto risaputo. Farsi una bella risata per qualche minuto al giorno, può realmente apportare benefici concreti alla salute. Ovviamente gli anziani non sono esenti da questo discorso: anche per loro, l’ilarità è qualcosa di benefico, che comporta un bel po’ di vantaggi. In questo articolo sono indicati i principali benefici che la risata ha sugli anziani.

 

Ridere come arma di prevenzione

Una sana risata aiuta molto, fa bene all’umore e costituisce una vera e propria arma di prevenzione.  Un vero e proprio benessere totale, che porta dei benefici a livello fisico e mentale. Questi elementi così ben radicati nella cultura popolare, trovano salde conferme nelle prove scientifiche che confermano gli effetti positivi del buonumore nella prevenzione dello stress e nell’invecchiamento fisico e mentale. Secondo molti studi effettuati sul tema, ridere vuol dire prendersi cura del proprio umore, il che rappresenta la cura più economica ed efficace per  tutelare la propria salute. Per chi vuole toccare con mano è bene sapere che secondo uno studio della Mayo Foundation for Medical Education and Research, ridere riduce in maniera significativa gli ormoni dello stress. Il cortisolo viene ridotto  del 39%, l’epinefrina del 70% e la dopamina del 38%.

 

Una risata come cura

Ironia, buonumore ed ilarità, sono davvero dei potenti medicinali. Secondo altri studi inerenti i benefici della risata sugli anziani, è emerso che il buonumore e la risata possono essere davvero determinanti contro malattie piuttosto serie come l’Alzheimer o il morbo di Parkinson. Ridere poi, fa bene anche al cervello. È stato osservato infatti, che con la risata calano i livelli di ormoni dello stress nel cervello, favorendo risvolti positivi anche nella memoria e la ricettività, tutti aspetti che non possono far altro che bene al corpo ed al benessere psicofisico di una persona anziana. Altri studi ancora, confermano quanto la cultura popolare già diceva: essere felici aiuta a vivere più a lungo. Il buonumore aiuta e si pone a completamento della concezione di salute, la quale non sarebbe completa senza uno solo degli elementi che la compongono.

 

Perché ridere fa bene? Le reazioni fisiologiche

Sembra ormai palese che ridere faccia bene all’organismo, tuttavia non ci si chiede come mai. Quali sono i meccanismi fisiologici che si innescano con la risata? Secondo alcuni studi gli effetti positivi sul corpo degli anziani sono molteplici:

  1. Aiuta ad aumentare l’ossigenazione nel sangue e funge da regolatore della pressione sanguigna
  2. .Contribuisce a garantire un ricambio totale dell’ossigeno presente nei polmoni
  3. Stimola la produzione di serotonina (ormone della felicità), assieme al contributo di endorfine e anticorpi
  4. Aiuta e rafforza il sistema immunitario, producendo effetti benefici e preventivi contro il rischio di ammalarsi
  5. Stimola il movimento con il quale si attivano 80 muscoli; grazie a una risata migliora quindi, il tono muscolare in tutto il corpo
  6. Aiuta a neutralizzare gli effetti negativi di ansia e stress
  7. Risulta determinante nella diminuzione della percezione del dolore grazie al rilascio di beta-endorfine

 

Quando una risata aiuta a vivere

Molti la chiamano addirittura “terapia del sorriso”: atteggiamento positivo, buonumore, ilarità, sono gli ingredienti fondamentali per l’elisir della longevità. Una sorta di antidepressivo, senza conseguenze o controindicazioni, economico e facile. Ridere per qualche minuto al giorno apporta benefici anche al sistema cardiocircolatorio, infatti, secondo alcuni studi, una risata equivale a dieci minuti di attività fisica. Ridere fa bene ed è una vera e propria cura che deve essere somministrata agli anziani, che dopo la mezza età possono sviluppare qualche sindrome depressiva. Una risata in questo caso può essere terapeutica e preventiva, se applicata nei tempi giusti.

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